domenica 6 settembre 2015

La ragazza del treno - Paula Hawkins

Buongiorno ragazzi, finalmente ho avuto il tempo di leggere la grande promessa thriller di questa estate: La ragazza del treno di Paula Hawkins.

Autore: Paula Hawkins
Editore: Piemme edizioni
Pagine: 306
Prezzo di copertina: 19,50
Ebook: 9,99

Sinossi
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?

                                                    Recensione
Non vi nascondo che dal momento che ho visto alla fiera del libro di Torino (SalTo 2105), fuori dallo stand Piemme, il cartellone pubblicitario de La ragazza del treno sono rimasta affascinanta e per me trovare questo libro è diventato una missione di vita. Ho aspettato pazientemente che uscisse e ho subito comprato la versione ebook. Io amo spassionatamente i thriller e La ragazza del treno, dalla trama, faceva grandi promesse che, devo ammettere, ha mantenuto pienamente. 
Il romanzo è raccontato da tre punti di vista femminili: quello di Rachel (la protagonista principale) Anna e Megan. Donne che hanno poco a che fare l'una con l'altra, ma le cui vite sono collegate da un filo che nemmeno loro riescono a percepire. Questa differenziazione dei punti narrativi è una delle cose che ho preferito perché ci permette di mettere insieme le parti del mistero in una maniera molto precisa ed intrigante.
 La forza di questo romanzo è anche l'immedesimazione che ognuno di noi ha con Rachel già dalle prime pagine. Io penso che ognuno di noi prenda un mezzo di trasporto per andare a scuola, all'università o al lavoro, e che ogni giorno inevitabilmente si ritrovi a guardare le stesse case, le stesse vie, le stesse persone e ad affezionarsi a queste piccole cose. Questo è quello che fa Rachel ogni giorno: prende lo stesso treno alla mattina e torna con lo stesso treno la sera, fa la medesima tratta (tanto da imparare ogni punto di svolta ed ogni semaforo sui binari) e guarda le stesse cose, finché un giorno vede qualcosa che non dovrebbe vedere.
 Da quel momento, vi assicuro, non riuscirete più a staccare gli occhi dalle pagine. Senza darvi ulteriori spoilerperché il romanzo è più godibile senza che si sappia niente in anticipo, vi posso confessare che l'ho letto in tre giorni, tutto d'un fiato, e posso sottoscrivere tutto quello che la stampa ha detto su questo romanzo elogiandolo. Assolutamente bellissimo, ricco di colpi di scena, i personaggi sono studiati a 360° e nessuno è  buono né cattivo fino alla fine dei giochi
Ovviamente si merita 5 boccoli e lo consiglio vivamente a tutti i thriller-lovers!



Boccolo in su: Il triplice punto di vista, in un thriller, è una trovata geniale.

Boccolo in giù: Avrei sviluppato un po' di più gli avvenimenti nella parte finale: la chiusura rapida delle storia ti lascia un po' di amaro in bocca.

mercoledì 2 settembre 2015

E all'improvviso sei arrivato tu - Hélène Battaglia

Buongiorno lettori affezionati, oggi vi devo fare una confessione: per la prima volta (chi ci segue sa che non è nella nostra politica) farò una recensione lunga e con SPOILER. Non è assolutamente facile recensire questo libro, e per farlo nel modo corretto, devo scendere nei particolari. Comincerò premettendo che non è il mio genere di romanzo, le storie d'amore fini a se stesse non mi hanno mai interessato più di tanto: ma so apprezzare quelle ben scritte. Purtroppo però, non è questo il caso. 
Questo è il libro di cui parliamo oggi: 


Autrice: Hélène Battaglia
Casa editrice: Self publishing
Genere: Storico-sentimentale
Pagine: circa 200
Prezzo: 3,99 € (disponibile solo in ebook)
Pubblicazione: Agosto 2015

Per quanto riguarda la TRAMA la trovate a questo link





Recensione 
La prima regola che ci siamo prefissate il giorno dell'apertura del blog è stata: onestà e sincerità nei confronti dei nostri lettori vengono prima di tutto. Per questa ragione -ci dispiace per la scrittrice- mi sono sentita in dovere di scrivere tutto quello che penso riguardo a questo libro. 
Quando Hélène Battaglia ci ha inviato la copia di E all'improvviso sei arrivato tu due pensieri hanno attraversato la mia mente: copertina banale e titolo banale. Purtroppo non erano le uniche cose banali che riguardavano il libro. In tutta onestà ho trovato tutto il libro BANALE fino al limite del possibile. La storia principale è quella che si apre con la presentazione della "famiglia perfetta" (o almeno la protagonista Ava, a fasi alterne, la definisce tale) formata da Ava, Sven e il figlio Thor che vive in Danimarca. Ora, magari sono troppo puntigliosa (studiando lettere ci invitano ad avere coscienza critica) ma già i nomi dei personaggi non denotano un grande studio o grandi ricerche sulla cultura scandinava. Se chiedete a chiunque i primi due nomi dal suono nordico che riesce a farsi venire in mente 90% saranno Thor (Fumetto e film di successo della Marvel) e Sven (simpatica renna di Frozen). Già da qui purtroppo devo criticare ad Hélène uno scarso approfondimento generale. Continuando a leggere impariamo a conoscere meglio il personaggio di Ava e tempo 5 secondi cominciamo ad odiarla: dice di avere una famiglia perfetta, ha tutto quello che si può desiderare, un marito ancora affascinante che le regala attenzioni su attenzioni, un delizioso biondissimo bambino ed un bellissimo loft a vetrate. Ma questo può bastare ad Ava? Sicuramente no perché quasi subito ci rivela che nella sua vita manca qualcosa (e fin qui ci può stare) ma riusciremo mai a scoprire cosa davvero le manca? NO. Perchè Ava è un continuo oscillare fra le lamentele di un MALESSERE che l'affligge che però nemmeno lei sa definire e il pensiero che le manca la sua famiglia perfetta. Non è un personaggio forte, chiaro o deciso, ma nemmeno un personaggio fragile e tenebroso. Non ha un'anima, come tutti i personaggi del romanzo, indagati solo in superficie. Ava è solo una che si lamenta per il gusto di farlo. Inizialmente ci fa notare che le manca suo marito nell'intimità, e poi, prima che lei decida di accettare un reportage che la porterà a partire per New York fanno l'amore senza problemi e di nuovo noi non capiamo allora quale sia il malessere di cui si lamenta tanto. Un'altra scena che non mi ha fatto simpatizzare particolarmente per Ava è quella in aereo, la melancolica protagonista si avvicina a due signori di una certa età molto eleganti e posati e decide di iniziare una conversazione con loro. Dopo 30 secondi comincia a lamentarsi (di nuovo? che strano!) e a stizzirsi che la signora anziana (personaggio stereotipato al 100%) le faccia delle domande LIEVEMENTE personali. Neanche le avesse chiesto i particolare della sua vita privata/sessuale! Le ha solo domandato: ma non le mancheranno suo figlio e suo marito adesso che è via? Ma a quanto pare questo basta a rendere la signora "una vecchia curiosa zabetta". Anche dopo questa scena i miei dubbi sul romanzo non hanno fatto altro che aumentare. Morale della favola Ava arriva a NY per il suo reportage sugli immigrati ad Ellis Island e stranamente il direttore del museo che avrebbe dovuto incontrare non si presenta. Un piccolo appunto per quanto riguarda Ellis Island: le descrizioni dell'isola e dell'interno della struttura sono davvero molto superficiali (come in generale tutte quelle del romanzo) ed inserite in punti anonimi del testo, come se si volesse dare qualche informazione casuale e non definita al lettore. Specificazioni sull'isola e sulla sua storia sono totalmente anonime, tanto che, ad un certo punto, mi sono domandata se fossero state prese da Wikipedia e fosse stato fatto un grezzo copia-incolla.
Quando finalmente Ava incontra il misterioso Mr Montgomery Glenn  (si, so che lo state pensando, non ho invertito i termini come sarebbe logico immaginare: Glenn è il cognome e Montgomery il nome...vabè) subito è chiaro al lettore che tra loro succederà qualcosa, Ava non ci nega che lo trova attraente e dalle parole di lui traspare che il sentimento è reciproco. 
In onore del reportage fatto da Ava organizzano un grande evento di beneficenza, all'inizio della serata Ava incontra gli immigrati che aveva intervistato e sono scene molto dolci, lei palesa che le piacerebbe tanto avere un antenato immigrato ad Ellis Island (ma perchè??? che razza di desiderio è??) finché il romanzo non ricade nel trash più assoluto: mentre Ava si aggira per la sala della festa trova una stanza completamente incustodita, ci entra e trova.. indovinate cosa? Il Registro di Ellis Island dove furono segnati tutti i nomi degli immigrati accettati o rifiutati, un documento storico di inestimabile importanza abbandonato in una stanza nel bel mezzo di una festa. Fortunatamente anche Ava giunge alla stessa conclusione ed evidenzia che si sarebbe dovuto trovare almeno in una "scatola di vetro" (forse intendeva un teca, ma chi lo saprà mai...)
Ava deve andare è scoccata quasi la mezzanotte e come ogni buona Cenerentola dopo un "ballo" deve tornare a casa, ma spinta dalla curiosità decide di aprire il Registro... e cosa trova? CASUALMENTE il nome del suo bisnonno. (Stendiamo un velo pietoso). 
Cosa può fare adesso Ava con questa grande ed INASPETTATA scoperta? Ovviamente partire alla ricerca delle tracce del suo antenato e ovviamente chi l'accompagnerà mai? Il direttore del museo di Ellis Island e la sua assistente Courtney. Non vi sto nemmeno a dire che durante il viaggio, dopo una serata di alcool a gogo, i due vanno a letto insieme perchè sarebbe davvero troppo scontato. Però purtroppo è quello che accade. 
Da qui il romanzo si risolleva forse un po' con il ritrovamento della storia di suo bisnonno, Lorenzo, e della sua amante dell'alta società, Susan. La storia non è male, avrebbe avuto del potenziale ma la scrittura elementare di Hélène Battaglia non permette al lettore di emozionarsi o di entrare minimamente nel profondo delle storie che racconta
Il romanzo si conclude con Ava che capisce di avere tanto in comune con Susan: quest'ultima infatti ha avuto una focosa storia d'amore con Lorenzo ma poi ha sposato un altro, tenendo comunque il bambino nato dal bisnonno italiano di Ava. Così la nostra cara Ava decide di lasciar perdere la sua attrazione per Montgomery, tenere segreta al marito la loro notte insieme e vivere felice e contenta (speriamo per te, cara) il resto della sua vita. Ah quasi dimenticavo, Ava scopre di essere incinta e forse di avere molto più in comune di quanto pensa con la storia di Susan. Questa frase conclusiva del romanzo mi ha fatto sorridere, l'ho trovata nonostante tutto, una bella pensata. 
In conclusione non posso sentirmi di consigliare questo libro, se siete fan delle storie d'amore ce ne sono molte meglio scritte, più emozionanti e più interessanti dal punto di vista narrativo. La scrittura di Hélène Battaglia è molto elementare e poco approfondita, per non sottolineare il ridondante uso degli stessi termini (es Grande Mela usato ogni due righe e gigante di ferro per definire indistintamente treni/aerei). Non so se si tratti solo della mia copia digitale ma il romanzo è pieno zeppo di errori, ve ne riporto due esempi: "La canzone di Lana del Rey Beautiful and Young", mentre il titolo corretto sarebbe "Young and Beautiful" / "Sven era un padre molto ATTENZIONATO" scusa? ma che parola è? "Pieno di attenzioni" era troppo difficile da scrivere? Di questo mi lamento perché ci sarebbe davvero voluto un controllo editoriale più attento prima della pubblicazione. 
Purtroppo il romanzo non mi è piaciuto, e mi dispiace, ma alla luce di tutto quello che ho detto merita un boccolo.


Boccolo in su: Il rispecchiarsi delle due storie di passione/amore di Susan e Ava.

Boccolo in giù: Sintassi elementare, personaggi e luoghi approfonditi superficialmente, errori nella stesura del racconto ecc. (prego rileggere la recensione).

Ultimo piano - Francesco D'Isa

Ciao a tutti!
Oggi qui a Milano settembre inizia a farsi sentire, ma non ci lasciamo scoraggiare e siamo cariche per proporvi un'altra recensione. Parliamo di Ultimo piano (o porno totale) di Francesco D'Isa.

Autore: Francesco D'Isa
Casa editrice: Imprimatur
Pagine: 208
Pubblicazione: Giugno 2015
Prezzo di copertina: 16 €
Ebook: 6,99 €
Link per l'acquisto: QUI

Sinossi
Ultimo piano narra la vicenda di un fratello e una sorella, di nome Claude e Claude, che lavorano nell'industria pornografica in ruoli diversi e con scopi opposti. La loro storia ruota attorno alla nascente carriera della donna e a un film dalle incredibili proprietà, il “porno totale”, che risucchierà le loro vite assieme a quelle di congiunti, amici e colleghi. Narratore e deus ex machina è Frank Spiegelman, «uomo orrendo» e proprietario della più grande casa di produzione pornografica di una Varsavia immaginaria, «capitale dell’Europa Federale».
Tutto inizia, si svolge e finisce all'interno del grattacielo della sua azienda; un edificio che, grazie alla sua particolare struttura, influirà sullo stesso svolgersi degli eventi. Un romanzo che intreccia erotismo, filosofia, satira e distopia, ben imbrigliati dalla figura narrante, che li porterà verso la sintesi di un’inattesa conclusione. Un libro permeato da un erotismo che lo avvolge nella sua interezza senza mai esplicitarsi: la tensione rimarrà un rumore di fondo inespresso – perlomeno fino alla chiusura dell’inevitabile climax.


martedì 1 settembre 2015

Teaser Tuesdays #8

Ciao a tutti!


Agosto è terminato, si torna alla solita routine e - ovviamente - come ogni primo settembre di ogni anno noi abbiamo cercato di passare attraverso il muro tra i binari 9 e 10: ci saremo riuscite?
Lasciandovi sulle spine, non ci resta che augurare a tutti un buon rientro a Hogwarts!

Harry, Ron e Hermione si incamminarono lungo il corridoio, alla ricerca di uno scompartimento vuoto, ma erano tutti occupati tranne l'ultimo, in fondo al treno.
Dentro c'era un solo passeggero, un uomo profondamente addormentato, seduto vicino al finestrino. Harry, Ron e Hermione rimasero sulla soglia a guardarlo. L'Espresso di Hogwarts di solito era riservato agli studenti e non avevano mai visto un adulto a bordo, a parte la strega che portava il tè e i sandwich.
Lo sconosciuto indossava un completo da mago molto consunto, rammendato in più punti. Aveva l'aria stanca e malata. Benché fosse piuttosto giovane, i suoi capelli castano chiaro erano striati di grigio.
«Secondo voi chi è?» sibilò Ron mentre si sedevano, chiudevano la porta e occupavano i posti più lontani dal finestrino.
«Il professor R.J. Lupin» sussurrò pronta Hermione.
«Come fai a saperlo?»
«C'è scritto sulla valigia» rispose Hermione, indicando la reticella sopra lo sconosciuto, occupata da una valigetta lisa tenuta insieme da una grande quantità di spago legato con cura. Il nome professor R.J. Lupin era stampato su un angolo a lettere un po' sbucciate.
«Chissà che cosa insegna» disse Ron osservando il pallido profilo di Lupin.
«È ovvio» sussurrò Hermione, «c'è solo una materia possibile, no? Difesa contro le Arti Oscure».

Lasciateci un commento con il link al vostro teaser oppure scrivetecelo qui sotto! 

sabato 29 agosto 2015

Il regolo imperfetto - Carmine Mari


Buongiorno, carissimi lettori!
Oggi voglio proporvi il primo romanzo di un autore, che - a parer mio - è da ammirare per la sua conoscenza storica e per la ricerca che ha dovuto compiere per scrivere questo libro: sto parlando de Il regolo imperfetto di Carmine Mari.

Autore: Carmine Mari
Casa editrice: Edizioni Atmosphere
Collana: Biblioteca del giallo
Pagine: 518
Prezzo di copertina: 19 €


Sinossi

Rogerius, figlio del maestro Giovanni, morto in Terrasanta durante la crociata di Federico II sulle tracce di un medicinale prodigioso ricavato dalla muffa di una bacca, è un brillante studente della scuola medica nella Salerno del 1239. Si trova invischiato in una strana vicenda, diventando la vittima delle trame di un incapace magister, Ugo da Marcina, e dell’arcidiacono Vittore, inquisitore apostolico presso la curia vescovile. Nel frattempo, sullo sfondo di una città corrotta e decadente, si muove Arnaldo degli Arsenali, un “parvenu” senza scrupoli che scatena una vera e propria guerra contro Raimondo di Puglia, cavaliere di Federico II e reggente della città, cercando di aizzare la popolazione facendo leva sulla superstizione. Fa da sfondo la lotta tra papa Gregorio IX e Federico II, quest’ultimo indebolito per le guerre che sta combattendo contro i comuni del nord Italia. Hermann Von Salza, gran Maestro dell’ordine dei Teutoni, è l’ultima speranza dell’imperatore di evitare la bolla papale. Ma Von Salza è ammalato ed è costretto a recarsi a Salerno per affidarsi alle cure dei medici della scuola, prima di affrontare il papa. Nonostante gli sia stata tolta ogni speranza, Rogerius decide di scardinare le congetture dei suoi accusatori. Tra gli appunti di studio reduci dalla missione di suo padre, scopre un vecchio quaderno delle ricordanze (per ottenere il farmaco efficace e non velenoso è necessario un regolo con una combinazione numerica), che lo aiuterà a ricomporre il puzzle dei fatti e del mistero che avvolge il miracoloso elisir. Spinto dall’amore per la medicina e per la bella Rebecca, riuscirà laddove altri nemmeno osano tentare.



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