venerdì 6 novembre 2015

La custode del miele e delle api - Cristina Caboni

Buon pomeriggio, lettori!
Finalmente è venerdì e oggi voglio proporvi la recensione di un romanzo che ci ha inviato la Garzanti: La custode del miele e delle api di Cristina Caboni. Voi lo avete letto?


LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API 
di Cristina Caboni

CASA EDITRICE: Garzanti
PAGINE: 360
PREZZO DI COPERTINA: 26,40
LINK PER L'ACQUISTO: Qui
Booktrailer: Qui

SINOSSI
Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicoltrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angeli­ca sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’iso­la spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo.
Ma adesso il destino ha deciso di darle un’al­tra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.





RECENSIONE
Il primo aggettivo che mi viene in mente se penso a La custode del miele e delle api è realistico, non solo per il fatto che il paesaggio sardo è esattamente come viene descritto, ma anche per i suoi odori e per i suoi sapori: dalle parole di Cristina Caboni, infatti, è come se tutto ciò che è stato scritto uscisse dal libro e ci circondasse, come se, insieme ad Angelica, anche noi assaggiassimo il miele o sentissimo i profumi. Oltre ad essere un libro di sapori e di profumi, però, questo è anche un romanzo di emozioni e tradizioni: la protagonista – e noi con lei – prova sentimenti che non provava più da anni, torna nella sua terra natia, nel suo mondo, lontano dal chiasso e dalla confusione della città; ciò che ci viene raccontato nel libro rispecchia la Sardegna in tutto e per tutto, dalla calma dei cittadini allo sguardo freddo e diffidente verso lo “straniero”, dai colori del mare alla tranquillità del paesino di Abbadulche. Questo è un romanzo in cui la vera protagonista è la natura. È un romanzo che infonde pace e che mette in evidenza il carattere forte delle donne e, soprattutto, di Angelica, una donna che, prima di tornare nella sua terra, non aveva ancora trovato la sua vera casa, una donna fragile, confusa e, nello stesso tempo, coraggiosa e forte.
Ho apprezzato davvero tanto quella che, secondo me, è la peculiarità de La custode del miele e delle api: all’inizio di ogni capitolo c’è la descrizione di un miele diverso, con le sue caratteristiche e le sue proprietà, mentre alla fine c’è il Quaderno del miele, che già incontriamo nel corso del romanzo.
Nonostante tutte queste note positive, però, ho trovato il ritmo del libro troppo lento, soprattutto nella parte centrale, in cui anche le parti che potrebbero lasciare con il fiato sospeso, sono subito smorzate e fatte tornare alla loro consueta tranquillità.


Boccolo in su: il rispetto per le tradizioni e per la natura dovrebbe essere un insegnamento

Boccolo in giù: come ho già detto nella recensione, ho trovato il ritmo troppo lento, soprattutto nella parte centrale del libro


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