lunedì 29 febbraio 2016

Gli ultimi giorni dei nostri padri - Joël Dicker

Buongiorno e buon inizio settimana, lettori!
Oggi voglio chiudere il mese di febbraio in bellezza, pubblicando la recensione di un libro che ho letteralmente amato: sto parlando de Gli ultimi giorni dei nostri padri di Joël Dicker.


GLI ULTIMI GIORNI DEI NOSTRI PADRI
di Joël Dicker

CASA EDITRICE: Bompiani
COLLANA: Narratori stranieri
PAGINE: 462
PREZZO DI COPERTINA: 20,00 
ebook: 9,99 
link per l'acquisto: Qui

SINOSSI
Londra, 1940. Per evitare la distruzione dell'esercito britannico a Dunkerque, Churchill ha un'idea che cambierà il corso della guerra: creare una squadra dei servizi segreti che lavori nella segretezza più assoluta, la SOE, Special Operations Executive. La SOE è incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence tra linee nemiche: la novità è coinvolgere persone tra la popolazione locale più insospettabile. Qualche mese dopo, il giovane Paul-Emile lascia Parigi per Londra nella speranza di unirsi alla Resistenza. Subito reclutato dalla SOE, è inserito in un gruppo di connazionali che diventeranno suoi compagni e amici del cuore. Addestrati e allenati in Inghilterra, i soldati che passeranno la selezione verranno rimandati nella Francia occupata e scopriranno presto che il controspionaggio tedesco è già in allerta... L'esistenza stessa della SOE è rimasta a lungo un segreto. Settant'anni dopo i fatti, "Gli ultimi giorni dei nostri padri" è uno dei primi romanzi a evocarne la creazione e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l'Inghilterra di Churchill.




RECENSIONE
Intenso, coinvolgente, a tratti struggenteGli ultimi giorni dei nostri padri, primo romanzo del giovane scrittore francese Joël Dicker, è davvero un gran libro.
È un'opera che parla della vita dell'Uomo, attraverso storie di uomini che diventano eroi, di eroi che tradiscono, di traditori che imparano ad amare, di sogni che si avverano e di speranze che si perdono.
Insieme a uomini per cui "la vita è la peggior catastrofe che sia stata mai concepita", ci sono uomini che scoprono, giorno dopo giorno, cosa siano l'odio e la guerra, che diventano "Uomini imparando ad uccidere", ma che nonostante tutto non perdono la loro dignità e il loro orgoglio: come viene detto da uno dei protagonisti, infatti, "la morte è soltanto la morte. Ma vivere da Uomo in mezzo agli uomini, invece, è una sfida quotidiana".
Quella di cui ha scritto Dicker è una storia di coraggio: del coraggio di essere uomini, quello di scegliere e di lasciarsi coinvolgere, di fare scelte difficili, di avere paura, anche, ma soprattutto di mantenere vivi i propri sogni, perché "senza sogni si muore".
Oltre a questo, però, è anche una storia d'amore: dell'amore che unisce un uomo alla sua donna, che lega un figlio al padre, che vincola gli uomini tra loro, il fratello al fratello.
Coraggio e amore, insieme, sono i veri protagonisti, perché "per amare ci vuole coraggio".
 

Boccolo in su: lo scrittore è in grado di coinvolgere il lettore nelle scelte dei protagonisti, nelle loro decisioni quotidiane e perfino nei loro errori.

Boccolo in giù: penso che sia davvero difficile, se non impossibile, trovare difetti in questo romanzo.


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