giovedì 10 marzo 2016

Ancients: il grande freddo - Luigi Claudio Viagrande

Buon pomeriggio, readers!
Finalmente oggi sono riuscita a terminare Ancients: il grande freddo di Luigi Claudio Viagrande ed eccomi qui per farvi sapere la mia opinione; quindi, mettetevi comodi e buona lettura!


ANCIENTS: IL GRANDE FREDDO
di Luigi Claudio Viagrande

CASA EDITRICE: BookSprint Edizioni
PAGINE: 378
PREZZO DI COPERTINA: 23,90 
EBOOK: 4,99 
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
In un mondo gelido devastato da un virus letale, Liam Cooper è un ragazzo di appena 27 anni che vive un’esistenza mediocre ma al riparo dal virus all’interno della città-cupola di Nuova Yermo. La sua vita cambierà quando il Professor Graham, Leader della congrega dei Sapienti, decide di trasferirlo nella prestigiosa Università di Pahrump, luogo dove si formano le menti che in un futuro ancora distante e incerto riusciranno a debellare il virus dalla faccia della terra. Per sempre. Qui, Liam viene a conoscenza di una inquietante verità; il virus sta rapidamente conducendo il globo verso un tragico epilogo: una glaciazione. Il processo non è irreversibile e Liam affronterà un viaggio crudele e pericoloso nell’estremo tentativo di salvare le poche persone ancora in vita. Conoscerà un mondo dominato dalla malvagità e dalla crudeltà dell'uomo e scoprirà che la verità è ancora più agghiacciante di quanto sembri. Fuori c’è ben altro, una realtà ancora più oscura e terribile del virus stesso.




RECENSIONE
Come avrete potuto notare, ci ho messo un po' per leggere questo libro, da una parte per gli esami universitari, dall'altra perché non era il periodo giusto per prenderlo in mano a causa dello stile utilizzato da Luigi Claudio Viagrande. Infatti, quando leggiamo Ancients: il grande freddo, ci troviamo davanti a un romanzo con un ritmo molto lento e descrittivo. Certo, è qualcosa che io apprezzo, ma spero capiate anche voi che ci vuole il momento adatto per buttarsi in una lettura del genere.
Quello che dovete sapere, innanzitutto, è il fatto che, nonostante sulla copertina ci sia scritto "fantasy", non troverete maghi, elfi, nani, folletti o unicorni in questo libro. Più che un fantasy, infatti, è un romanzo fantascientifico, che - come potete trovare nella sinossi - parla della devastazione del nostro mondo da parte di un potentissimo virus, da cui gli esseri umani devono cercare di proteggersi, grazie a una cupola costruita attorno alle più grandi città (in questo, Ancients mi ha ricordato particolarmente The Dome - o, per chi ha visto la serie televisiva, Under the Dome - di Stephen King). Inoltre, secondo me potrebbe essere classificato anche come romanzo distopico, soprattutto per la suddivisione gerarchica della popolazione: durante il corso della storia, troviamo gli Esterni, ossia coloro che si devono guadagnare la possibilità di vivere sotto la cupola, i Cittadini, i Signorotti, che pensano solo a se stessi e alla propria sopravvivenza, i Sapienti, membri di una congrega che cerca di salvare il mondo, e, per finire, il Movimento, una vera e propria setta che, in nome di Dio, vuole distruggere tutta la tecnologia, credendo che il virus sia stato mandato per punire gli uomini.
Oltre al predominante tema dell'amicizia tra i due protagonisti, Liam e Logan, che va contro tutto e tutti e che è capace di superare qualsiasi discriminazione, Luigi Claudio Viagrande, grazie alla suddivisione in classi, è stato in grado di toccare e analizzare altri due temi fondamentali e, oserei dire, assolutamente attuali: quello dell'immigrazione e quello delle guerre di religione.
Un aspetto che non mi ha fatto particolarmente impazzire è il fatto che in questo romanzo tutti i personaggi principali siano uomini e che non ci siano donne "forti". Inoltre, non ho capito fino in fondo nemmeno il professor Graham, un personaggio un po' ambiguo e controverso, perché non si capisce se sappia più del dovuto.
In conclusione, aspettando il seguito, penso che Ancients: il grande freddo meriti tre libricini e mezzo.




Boccolo in su: l'evoluzione del personaggio di Logan e il finale del tutto inaspettato

Boccolo in giù: in alcuni passaggi il ritmo è un po' troppo lento e a volte sono presenti forme dialettali non corrette (uscire utilizzato come verbo transitivo)



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