lunedì 14 marzo 2016

News dalla Libreria: Le fate del Travancore di Nicola Tenani

Buonasera, lettori!
Avete iniziato bene la settimana? Io oggi ero in stazione per andare in università e mi hanno soppresso il treno: della serie "mai una gioia". Ora, però, bando alle ciance, perché voglio presentarvi un libro davvero diverso da quelli che vediamo solitamente nelle librerie: sto parlando de Le fate del Travancore di Nicola Tenani.



LE FATE DEL TRAVANCORE
di Nicola Tenani

CASA EDITRICE (CARTACEO): Edizioni dell'Eremo
PAGINE: 120
prezzo di copertina: 10,00 €
CASA EDITRICE (EBOOK): Panesi Edizioni
EBOOK: 2,99 
LINK PER L'ACQUISTO: Qui

SINOSSI
Il Travancore: una regione situata nell’India precedente l’Indipendenza del 1947, un regno a cavallo tra gli attuali confini meridionali dello stato del Kerala (allora suddiviso in tre regioni, Travancore, Kochi, Malabar) e parte del confinante Tamil Nadu. Oggi i confini sono definiti in modalità diverse, ma il Travancore esiste nella sua cultura, in cibi, usanze, aspetti naturalistici, templi, luoghi, storie di uomini e donne forgiate nei millenni al senso dell’armonia interreligiosa e alla convivenza tra caste ed etnie variegate.
Chi sono le fate del Travancore? Sono le donne di questo angolo di tropico indiano. All’interno del romanzo viaggerete in quelle terre attraverso spaccati delle loro vite, delusioni, sofferenze, sogni, disillusioni e successi. In questo percorso letterario sarete non solo viaggiatori, ma soffrirete e gioirete al fianco della vedova Subha e della sua rivincita su un karma in precedenza negativo, al fianco della giovane Sajitha, danzatrice di Mohiniyattam alla scoperta di sé e del legame con la sua insegnante, della povera Judy, cristiana sposata con un marito alcolizzato e violento, del suo dolore sulle rive del mare d’Arabia.



L'autore
Nicola Tenani, nasce a Ferrara nel 1968 e negli anni coltiva le sue tre principali passioni: la musica, la fotografia, la scrittura.
Da anni scrive recensioni musicali spaziando su vari generi, amando il lato etnico e culturale, storico e folkloristico della musica e questo lo ha appassionato nei suoi viaggi e spinto ad entrare nel profondo delle culture con cui è venuto in contatto.
L’amore per l’India si tramuta nel tempo, in vari viaggi, all’amore ancor più grande per l’India dravidica e nel sud indiano (soprattutto Kerala e Tamil Nadu) ha trascorso lunghi periodi a contatto con la popolazione locale dalle coste sino al profondo delle foreste, una sorta di viaggio/ricerca tra culture, cibi, natura che si tramuta presto nel cercare di rendere fotografica la sua permanenza prima, letteraria poi.
“Le fate del Travancore”, vuole essere il primo dei tre viaggi letterari dedicati al Kerala: ora il Travancore, in seguito il Malabar ed il Kerala inteso non come stato attuale ma come antica terra a nord, verso le foreste dei monti del Gath, verso il Karnataka.
L’amore nato, fiorito, coltivato lo porta a ricevere, durante un importante festival di danza e musica classica nella città di Palakkad, il golden shawl, lo scialle tipico nei colori keraliti, bianco ornato d’oro, ed il titolo onorifico di ‘sree’.



cosa ne pensano le curly haired readers?
Prima di darvi la mio opinione, vorrei riportarvi le parole dell'autore, scritte nell'introduzione de Le fate del Travancore:
Le mie fate sono nate tra leggende e storie quotidiane molto diverse dalle fiabe europee; la fata come concetto legato alla magia non esiste, non così riferito, non di certo pensato come pensiero etereo di entità piccine e incantate, o incantatrici.
Eppure nei lunghi mesi vissuti in più periodi in Kerala, ho incontrato tante fate, senza ali, senza bacchetta: sono le bambine, le donne, le vecchie che ogni giorno lottano, soffrono, ridono, pregano, gioiscono, cucinano, studiano, giocano, lavorano, sopportano la loro condizione di essere donne nate in una cultura che le vuole relegate ad un gradino (a volte molti di più in qualsiasi altro stato del sub-continente indiano), posto più in basso rispetto al genere maschile.
Perché vi ho riportato questo breve paragrafo? Perché mi piace tantissimo l'idea della donna vista come fata: nonostante non sia - appunto - un'entità eterea e magica, la donna-fata di cui parla Nicola Tenani deve comunque cercare di sopravvivere e di "farsi valere" in un mondo in cui è vista come qualcosa di inferiore rispetto all'uomo, in un luogo in cui, purtroppo, è costretta a sentirsi piccola, proprio come una fata.
Consiglio questo libro a chi vuole provare a innamorarsi dell'India, a chi vuole conoscere i sacrifici delle donne indiane e a chi vuole - anche solo attraverso le pagine di un romanzo - lottare con loro.


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